1945 (Una storia vera) di Fabio Cappellini

1945

C’è Storia e storia.
Saccheggio e saccheggio.
Epurazione e epurazione…

Immaginate :
Un bambino di 9 anni.
Suo padre lavora nella polizia ferroviaria, siamo negli anni 40 del 900.
Negli anni 40 del 900 per accedere ad un posto pubblico devi avere la tessera fascista. esattamente come oggi, che per accedere in un posto pubblico devi avere la tessera del PD e magari anche qualche parente già in loco.
Se vuoi mangiare, nel 1942, devi avere la tessera fascista.
Di tessere fasciste ce ne erano a decine di milioni, negli anni 40 del 900 In Italia.
Immaginate: il bambino di 9 anni: sente bussare alla porta, apre, entrano alcuni uomini che chiedono di suo padre.
Si siedono intorno ad un tavolo il Padre (Giovanni), offre da bere a questi uomini che si dichiarano Partigiani.
Parlano per un oretta poi escono tutti insieme.
Il Padre viene arrestato e rinchiuso nello scantinato del palazzo (riservato ai dipendenti delle ferrovie di Firenze) dove abitano.
Per alcuni giorni è la madre a portare da mangiare a Giovanni, ma poi questa incombenza passa al bambino, perchè il partigiano allungava le mani…
Poi un Giorno durante una di quelle visite, Giovanni consegna al bambino La sua Fede e il suo orologio, gli chiede di consegnarli alla mamma, lo saluta e dice altre cose che il bambino oggi ormai 80 enne, non mi riporta, perchè si commuove e perchè sono cose troppo sue per condividerle con me…
Giovanni scompare, nessun atto ufficiale, nessun processo, nessun certificato di morte.
Nessuna tomba dove piangerlo.
Il Bambino cresce, come il padre impara a suonare il clarinetto, si crea una famiglia, lavora e per arrotondare mette su orchestrine…
Gli resta naturale nonostante la consapevolezza di ciò che è successo a suo padre, abbracciare idee di sinistra, che lo vedono impegnato prima nel psi di Nenni, e poi nel PCI, fino ad abbracciare Le idee di Rifondazione Comunista.
Negli anni sessanta conosce, durante i periodi di impegno politico, un personaggio, che lo presenta ad un ex responsabile partigiano attivo nella ona dove risiedevano ai tempi della guerra e che doveva sapere qualcosa sul destino di suo padre…
Riesce solo a sapere che suo padre fu fucilato insieme ad altri 18 che per lavorare avevano preso la tessera fascista, sul sagrato di una chiesa Fiorentina. Forse qualcuno di loro ci aveva pure creduto al fascismo. Come quelli che Oggi prendono la tessera del PD per avere il posto in comune e poi la sera fanno i turni al circolo ARCI…
Ho fatto vedere al figlio di Giovanni, la mia foto scattata con Rodotà, e lui mi ha sorriso compiaciuto.

Secondo chi scrive l’uomo che mi ha consegnato questo ricordo, meriterebbe di sapere dove sono state gettate le spoglie di suo padre e degli altri dipendenti pubblici epurati e uccisi a Firenze e nel resto d’Italia, da gente che è stata onorata come eroe per settanta anni e che forse , tanto eroe non era…

Ma soprattutto meriterebbe questo popolo italiano di uscire dall’equivoco, di smettere di farsi manovrare da politici privi di scrupoli ma non di intelligenza, che ancora oggi sventolano o il pericolo fascista, o quello comunista, per procurare quegli odi, quelle differenze, quelle piccole e grandi divisioni che servono a perpetrare il potere…
Accusare gli altri del peggio, ci mette in uno stato di grazia agli occhi dei semplici…

Fabio Cappellini

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